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	<description>di Alberto Bregani &#124; Fotografo di Montagna &#124; Biancoenero Pellicola Medioformato</description>
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		<title>Montagna e Mirtilli</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 10:33:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Bregani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dieci&#8230; gnam, uno nella scatola. Dieci gnam&#8230;. uno nella scatola.  I mirtilli sono così; più delle fragoline di bosco. Secondo me quelli che vedi ritornare il pomeriggio con le scatolette piene hanno fatto la finta; specialmente quelli con la bocca sfacciatamente colorata di viola. Ce la vogliono raccontare, ma anche loro non hanno saputo resistere [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=albertobregani.wordpress.com&amp;blog=8055081&amp;post=3702&amp;subd=albertobregani&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><a href="http://albertobregani.files.wordpress.com/2012/01/sebisofi_vest.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3703" style="margin:5px;" title="sebisofi_vest" src="http://albertobregani.files.wordpress.com/2012/01/sebisofi_vest.jpg?w=627&#038;h=403" alt="" width="627" height="403" /></a>Dieci&#8230; gnam, uno nella scatola. Dieci gnam&#8230;. uno nella scatola.  I mirtilli sono così; più delle fragoline di bosco. Secondo me quelli che vedi ritornare il pomeriggio con le scatolette piene hanno fatto la finta; specialmente quelli con la bocca sfacciatamente colorata di viola. Ce la vogliono raccontare, ma anche loro non hanno saputo resistere allo strapotere psicologico del mirtillo. Hanno semplicemente razziato quanto potevano razziare &#8220;in loco&#8221; e per fare bella figura hanno riempito i loro contenitori con qualche confezione acquistata poco prima.  Dai, dai&#8230; poche storie. E&#8217; così. Io non mi ci metto neanche più. Mi godo lo spettacolo dei bambini e delle loro esclamazioni entusiastiche a ogni loro nuova scoperta. Mi siedo sul prato a godermi il fresco e il panorama e ascolto le loro discussioni in merito: se sia il caso di mangiare o di raccogliere e portare a casa; il tutto mentre i mirtilli finiscono regolarmente in bocca invece che nella scatola. E  tra una discussione e l&#8217;altra la bocca diventa sempre più viola e la scatola rimane sempre più immacolata. Per qualcuno poi la tragedia è sempre dietro l&#8217;angolo: un cespuglio un po&#8217; traditore sul quale si inciampa, un passo falso, qualcuno che supera e spinge inavvertitamente e la scatola riempita con tanto sacrificio vola e sparisce nel bosco insieme a tutti i mirtilli che già ci si immaginava a casa dentro una tazza con la panna&#8230; Sigh, il lavoro di un pomeriggio &#8220;volato via&#8221; &#8211; è proprio il caso di dirlo &#8211; in un secondo. Qualche lacrima, un abbraccio consolatorio e via di nuovo a riprendere questo gioco che facevi tu da piccolo, che continuano a fare loro tramandando una tradizione della vita. Montagna e mirtilli,  dieci&#8230; gnam, uno nella scatola.  Non può essere altro che così. Diffidate di quelli con le scatole piene. Non ce la raccontano giusta ;-)</p>
<p style="text-align:justify;"><em>(foto: Canon A1 con FD 50/1.4 ssc &#8211; TX 400 Kodak &#8211; Location: intorno a Lago Ritorto &#8211; Dolomiti di Brenta)</em></p>
<br />Filed under: <a href='http://albertobregani.wordpress.com/category/storie/'>Storie</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/albertobregani.wordpress.com/3702/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/albertobregani.wordpress.com/3702/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/albertobregani.wordpress.com/3702/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/albertobregani.wordpress.com/3702/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/albertobregani.wordpress.com/3702/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/albertobregani.wordpress.com/3702/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/albertobregani.wordpress.com/3702/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/albertobregani.wordpress.com/3702/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/albertobregani.wordpress.com/3702/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/albertobregani.wordpress.com/3702/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/albertobregani.wordpress.com/3702/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/albertobregani.wordpress.com/3702/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/albertobregani.wordpress.com/3702/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/albertobregani.wordpress.com/3702/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=albertobregani.wordpress.com&amp;blog=8055081&amp;post=3702&amp;subd=albertobregani&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Una foto per la Memoria</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 12:00:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Bregani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Holga]]></category>
		<category><![CDATA[Storie]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Se c&#8217;è una nebbia gelata, fuori fa meno quaranta; se l&#8217;aria esce con rumore del naso, ma non si fa ancora fatica a respirare, vuol dire che siamo a meno quarantacinque; se la respirazione è rumorosa e si avverte affanno, allora meno cinquanta. Sotto i meno cinquantacinque, lo sputo gela in volo&#8221;. Da &#8220;I Racconti [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=albertobregani.wordpress.com&amp;blog=8055081&amp;post=1913&amp;subd=albertobregani&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://albertobregani.files.wordpress.com/2011/01/fb02_kolyma.jpg"><img class="size-full wp-image-1914   alignleft" style="margin:6px;" title="FB02_kolyma" src="http://albertobregani.files.wordpress.com/2011/01/fb02_kolyma.jpg?w=627&#038;h=416" alt="" width="627" height="416" /></a></p>
<p style="text-align:justify;"><em>&#8220;Se c&#8217;è una nebbia gelata, fuori fa meno quaranta; se l&#8217;aria esce con rumore del naso, ma non si fa ancora fatica a respirare, vuol dire che siamo a meno quarantacinque; se la respirazione è rumorosa e si avverte affanno, allora meno cinquanta. Sotto i meno cinquantacinque, lo sputo gela in volo&#8221;. </em> <em><strong>Da &#8220;I Racconti di Kolyma&#8221;</strong>(<em>Varlam Šalamov &#8211; 1989)</em></em></p>
<p style="text-align:justify;">Questa mia fotografia è sempre stata un&#8217;immagine tra le mie preferite; di grande intimità, molto personale, ma di difficile collocazione ( è sostanzialmente un “nulla” come ha ben definito un mio caro amico fotografico). Un’immagine che per portarla al di fuori del mio personale percepito aveva bisogno di un qualcosa, una qualche storia che le desse motivo, occasione di essere foto. Un’immagine che ho quindi tenuto sempre per me. Poi, tempo dopo questo scatto, ho incontrato il libro di Šalamov e mentre lo leggevo, guardavo non più solo questa foto, ma dentro e oltre essa. E pian piano capivo che poteva descrivere un po’ la tremenda realtà descritta nel libro, seppure nella sua milionesima parte, quel nulla indistinto che aveva però un’impercettibile orizzonte al quale aggrapparsi nel gelo, nell’indifferenza, nelle umiliazioni, nel terrore di quella sua devastante, terribile esperienza (…e di milioni di altri).<span id="more-1913"></span></p>
<p style="text-align:justify;"><em>I racconti della Kolyma</em> è il libro di una storia lacerante, impressionante, vissuta dall&#8217;autore negli anni del regine staliniano, nella regioni più disperse, piu profonde, piu drammaticamente fredde della Russia siberiana e che appartiene al medesimo filone di <em>Se questo è un uomo</em> di Primo Levi e <em>Una giornata di Ivan Denisovic</em> di Aleksandr Solzenicyn. Una testimonianza dall&#8217;inferno della terra. E&#8217; un libro “della Memoria” &#8211; <em>anche se la memoria dovrebbe essere dentro ognuno di noi, senza dover diventare “istituzione” per ricordarci di ricordare </em>(cit.) . E sebbene il mondo della Kolyma, dei gulag, dei cosiddetti crematori bianchi,  non c’entri nulla con le vittime della Shoah – per le quali è nato il Giorno della Memoria &#8211; rimane comunque un&#8217;incancellabile testimonianza delle più abberranti atrocità dell&#8217;essere umano e, allo stesso tempo, della capacità e del coraggio che lo stesso essere umano riesce ad esprimere per poterne venire fuori, in condizioni indicibili. <em>I racconti della Kolyma </em>va quindi letto non tanto per un aspetto meramente storico della questione &#8211; anzi, quasi per nulla  &#8211; bensì per investigare l’aspetto umano, la forza che esiste in ognuno di noi, la possibilità di essere vivi fino alla fine, qualunque cosa ti arrivi addosso. O, almeno, la possibilità di provarci aggrappandosi a qualunque cosa possa essere utile a dire “io sono qui e sto vivendo”. E&#8217; un libro  sull&#8217;orgoglio, sulla forza e sull&#8217;onore; sulla vita e non sulla morte.</p>
<p>Questo vuole dunque essere questa mia foto, unita a quel brano: la <em>mia</em> foto per la Memoria. Un tributo a <em>tutti gli altri</em> uomini straordinari che, vittime di violenze e soprusi altrettanto straordinari, in qualunque tipo di forma e modalità siano stati esercitati, in qualunque parte del mondo, sono riusciti comunque, in qualche modo,  a raccontarne la sofferenza e la vergogna. Per tutti coloro che verranno. |<em></em></p>
<p>(Dati tecnici: foto scattata con Holga 135bc  &#8211; kodak 400tx,  a -10c°)<br />
( <em>Link :  <a href="http://bit.ly/kolyma" target="_blank">per acquistare il libro</a> ) </em><br />
<a href="http://bit.ly/kolyma" target="_blank"><br />
</a></p>
<br />Filed under: <a href='http://albertobregani.wordpress.com/category/holga-2/'>Holga</a>, <a href='http://albertobregani.wordpress.com/category/storie/'>Storie</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/albertobregani.wordpress.com/1913/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/albertobregani.wordpress.com/1913/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/albertobregani.wordpress.com/1913/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/albertobregani.wordpress.com/1913/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/albertobregani.wordpress.com/1913/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/albertobregani.wordpress.com/1913/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/albertobregani.wordpress.com/1913/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/albertobregani.wordpress.com/1913/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/albertobregani.wordpress.com/1913/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/albertobregani.wordpress.com/1913/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/albertobregani.wordpress.com/1913/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/albertobregani.wordpress.com/1913/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/albertobregani.wordpress.com/1913/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/albertobregani.wordpress.com/1913/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=albertobregani.wordpress.com&amp;blog=8055081&amp;post=1913&amp;subd=albertobregani&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Un caro saluto dal tuo paese</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 22:02:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Bregani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con questa frase un caro amico di famiglia -  che mi ha visto quando camminavo con le scarpe da montagna n°24, seguendo lo zaino di papà -  ha chiuso un suo commento a un mio recente post.  A Cortina d&#8217;Ampezzo, molti di voi lo sanno, ci sono (quasi) nato, ci sono cresciuto e ho vissuto [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=albertobregani.wordpress.com&amp;blog=8055081&amp;post=3665&amp;subd=albertobregani&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_3667" class="wp-caption alignleft" style="width: 637px"><a href="http://albertobregani.files.wordpress.com/2012/01/rozes_ir_02.jpg"><img class="size-full wp-image-3667" title="Rozes_ir_02" src="http://albertobregani.files.wordpress.com/2012/01/rozes_ir_02.jpg?w=627&#038;h=627" alt="" width="627" height="627" /></a><p class="wp-caption-text">Tofana di Rozes in Infrared | ©2011 Alberto Bregani</p></div>
<p style="text-align:justify;">Con questa frase un caro amico di famiglia -  che mi ha visto quando camminavo con le scarpe da montagna n°24, seguendo lo zaino di papà -  ha chiuso un suo commento a un mio <a title="Attenti a quei due" href="http://albertobregani.wordpress.com/2012/01/23/attenti-a-quei-due/">recente post</a>.  A Cortina d&#8217;Ampezzo, molti di voi lo sanno, ci sono (quasi) nato, ci sono cresciuto e ho vissuto per piu di vent&#8217;anni; direi sicuramente il piu bel periodo della mia vita (pre-nascita dei miei bimbi&#8230;) per mille motivi sui quali ora non mi dilungo. Non ci sono poi più tornato per moltissimi anni. I giri della vita ti portano agli estremi opposti talvolta. Non ci sono più tornato fino a quando proprio Cortina mi ha chiamato, lo scorso anno grazie al mio amico Andrea Gris. Ricordate? Per <a title="Cortina, la signora Maraini and me" href="http://albertobregani.wordpress.com/2011/07/24/cortina-la-signora-maraini-me/" target="_blank">CortinaInCroda 2011</a>. Facevano venticinque anni dritti filati di assenza, a parte un fugace passsaggio nel 2007&#8230; Beh,  da non crederci.  Sono stati giorni intensi, veramente intensi e pieni di di affetto, di ricordi, di amici ritrovati, di risate&#8230; E poi mi sono preso il tempo di girarmela da solo a piedi; gli stessi percorsi che facevo da piccolo, le scorciatoie e le strade e le vie che una volta mi sembravano grandi e lunghissime me le sono ritrovate strette e brevi. E&#8217; naturale, si cresce..  Che ricordi&#8230; Poi purtroppo ho dovuto girare la macchina e ritornarmene in questa (in)sopportabile città, come lo sono per me tutte le città. E se una parte del mio cuore e della mia anima è sempre sulle montagne,  un&#8217;altra parte molto speciale è dedicata  specificatamente a &#8220;quelle&#8221; montagne. Quelle splendide Montagne d&#8217;<em>Anpezo</em> che mi hanno fatto da cornice per tutta la mia indimenticabile infanzia e adolescenza, e tuttora circondano e impreziosiscono quello che gli amici come Luciano amano ricordarmi essere, ancora, il mio paese. Rimanendone commosso e onorato. Ciao Cortina. E arrivederci a presto, anzi, <em>sànin dapò</em> ;-)</p>
<p><em>(Nella foto la Tofana di Rozes in infrarosso vista da <a href="http://www.peziedeparu.it/" target="_blank">Malga Pezié de Parù</a> &#8211; un luogo magico, andateci. E, nel caso servisse,  dite che vi mando io ;-)</em></p>
<br />Filed under: <a href='http://albertobregani.wordpress.com/category/storie/'>Storie</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/albertobregani.wordpress.com/3665/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/albertobregani.wordpress.com/3665/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/albertobregani.wordpress.com/3665/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/albertobregani.wordpress.com/3665/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/albertobregani.wordpress.com/3665/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/albertobregani.wordpress.com/3665/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/albertobregani.wordpress.com/3665/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/albertobregani.wordpress.com/3665/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/albertobregani.wordpress.com/3665/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/albertobregani.wordpress.com/3665/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/albertobregani.wordpress.com/3665/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/albertobregani.wordpress.com/3665/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/albertobregani.wordpress.com/3665/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/albertobregani.wordpress.com/3665/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=albertobregani.wordpress.com&amp;blog=8055081&amp;post=3665&amp;subd=albertobregani&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Il tempo della maturità</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 22:10:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Bregani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A luce bassa mi siedo sul pavimento del salotto, davanti alla teca delle mie macchine e inizio a pensare a ciò che sarà domani. Ai sentieri che calpesterò, ai boschi che attraverserò, alle montagne che vedrò, alla neve nella quale affonderò un passo si e l&#8217;altro anche. Già mi immagino l&#8217;aria. E le nuvole che [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=albertobregani.wordpress.com&amp;blog=8055081&amp;post=3633&amp;subd=albertobregani&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_3634" class="wp-caption alignleft" style="width: 637px"><a href="http://albertobregani.files.wordpress.com/2012/01/brenta4x5.jpg"><img class="size-full wp-image-3634" title="Brenta4x5" src="http://albertobregani.files.wordpress.com/2012/01/brenta4x5.jpg?w=627&#038;h=495" alt="" width="627" height="495" /></a><p class="wp-caption-text">Dolomiti di Brenta da Lago Ritort| con Shen Hao 4x5&quot;</p></div>
<p style="text-align:justify;">A luce bassa mi siedo sul pavimento del salotto, davanti alla teca delle mie macchine e inizio a pensare a ciò che sarà domani. Ai sentieri che calpesterò, ai boschi che attraverserò, alle montagne che vedrò, alla neve nella quale affonderò un passo si e l&#8217;altro anche. Già mi immagino l&#8217;aria. E le nuvole che viaggeranno veloci sopra di me. Me ne andrò a Lago Ritorto per una piccola e umile <em>prima</em> invernale. Niente a vedere con gli ottomila,naturalmente&#8230; Ma ognuno ha le proprie avventure e dentro quelle, piccole o grandi che siano,  è giusto che ritrovi ogni volta il piacere di vivere la natura e il proprio modo di essere.  Chi verrà con me? Guardo la mia Hasselblad, poi la Rolleiflex, la SuperIkonta 6&#215;9 e la nuova entrata, la Shen-hao 4&#215;5&#8243;, la macchina della maturità fotografica: la guardo e ne ho quasi timore. Non ci si arriva per caso al grande formato. Si, certo, può essere anche la prima macchina che uno acquista. Tutto è lecito. Ma alla consapevolezza dei propri mezzi ci si può solo arrivare solo, e per fortuna sia così, con tanto studio, tanto lavoro, tanta applicazione. Tanta umiltà. Ci avevo provato anche qualche anno fa ma c&#8217;era qualcosa che non andava. Troppa la differenza tra me e lei. Non sapevo ancora cosa farmene di tutta quella perfezione, non capivo. Non era tempo. Cosi ritornai al mio medio formato che mi avrebbe dato nel tempo le soddisfazioni che molti di voi hanno poi conosciuto attraverso le mie fotografie. E ora ne sono felice, migliore scelta non avrei potuto fare. Sono cresciuto.</p>
<p style="text-align:justify;">A luce bassa, seduto sul  pavimento del salotto, davanti alla teca delle mie macchine, allungo la mano verso quella che domani sarà con me a Lago Ritorto. Se deve essere una &#8220;prima&#8221;, che sia una prima veramente: prendo la Shen. E&#8217; ora di iniziare e forse il tempo è questo. Forse il tempo della maturità, il tempo del grande formato è arrivato. Domani lo saprò. Me lo dirà il grande vetro smerigliato attraverso il quale cercherò di raccontare le mie montagne in un modo per me totalmente nuovo. Chissà se riuscirò a dire qualcosa, chissà come sara la mia &#8220;prima&#8221;&#8230; Quanti chissà&#8230;  Tempo che vada, che chiuda lo zaino. Meglio essere freschi, domani si preannuncia una bella giornata; una gran bella giornata.</p>
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		<title>Attenti a quei due</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 23:18:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Bregani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fotografi]]></category>
		<category><![CDATA[Storie]]></category>

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		<description><![CDATA[Ormai si è sparsa la voce: ci sono due tizi che da qualche anno si aggirano dentro e fuori le cime delle Dolomiti di Brenta con treppiede sulle spalle e strane macchine fotografiche dalle forme più disparate, talvolta anche con un panno nero sotto il quale secondo me si nascondono per paura di far vedere [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=albertobregani.wordpress.com&amp;blog=8055081&amp;post=3616&amp;subd=albertobregani&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_3617" class="wp-caption alignleft" style="width: 273px"><a href="http://albertobregani.files.wordpress.com/2012/01/sandro_alberto.jpg"><img class=" wp-image-3617  " style="margin:5px;" title="Sandro_Alberto" src="http://albertobregani.files.wordpress.com/2012/01/sandro_alberto.jpg?w=263&#038;h=263" alt="" width="263" height="263" /></a><p class="wp-caption-text">Alberto Bregani | Sandro Vidi</p></div>
<p style="text-align:justify;">Ormai si è sparsa la voce: ci sono due tizi che da qualche anno si aggirano dentro e fuori le cime delle Dolomiti di Brenta con treppiede sulle spalle e strane macchine fotografiche dalle forme più disparate, talvolta anche con un panno nero sotto il quale secondo me si nascondono per paura di far vedere i segreti dei loro scatti. Sono un po&#8217; strani però anche simpatici; hanno queste macchine che, figuratevi, sono ancora caricate  a pellicola; una roba del secolo scorso &#8211; tipo archibugio a pallettoni -  che poi si possono fare pochissimi scatti che rimangono dentro un rullino fino a quando non vengono sviluppati in uno speciale laboratorio tutto al buio che si chiama camera oscura. Addirittura certe volte il negativo è solo uno al massimo due. Un negativo molto grande, che infatti si chiama grande formato. Che poi, a dirla tutta, &#8216;sti due sono anche un po&#8217; masochisti, a mio modesto parere: cioè, si fanno dei giri incredibili, migliaia di metri di dislivello, e su e giù per i monti, attaccati alle pareti a strapiombo sul nulla, sotto il sole, esposti ai venti più freddi, nel pieno di temporali di montagna ( che sono tosti, veramente tosti) per fare poi magari solo tre foto in un giorno&#8230; Saranno mica normali, dico..  E non contenti vedono ciò che hanno scattato solo dopo uno, due, dieci giorni. Capito? Non vedono la fotografia subito quando la fanno. Devono tornare giù a valle e poi dopo che hanno sviluppato la loro pellicola scoprono se  le foto vanno bene, sono a fuoco etc etc Praticamente fanno una foto al buio. Sulla fiducia.  E se non è venuta?! Che fanno, tornano su dove hanno fatto la foto e la rifanno? Ma davvero?  Ma dai,  ma figurati;  secondo me ce la raccontano&#8230; E poi, senti qui, le foto sono in biancoenero, neanche un colore. Capito? Bianco, nero. Stop. Con tutti i colori del mondo che abbiamo a disposizione&#8230; Ma ti pare?</p>
<p style="text-align:justify;">Comunque poco prima di Natale li ho incontrati dalle parti di Malga Brenta Bassa, stavano aspettando la luce (?!?)  e intanto che &#8220;aspettavano&#8221; mi hanno spiegato alcune cose, ma non mi ricordo già più niente: cose antiche, figuramoci se ne so qualcosa&#8230; Ho chiesto se potevo fare loro una fotografia e volentieri mi hanno detto di si. Ed eccola qui. Carina eh? Gliel&#8217;ho anche inviata e mi hanno ringraziato. Di matti ne ho conosciuti, ma questi proprio&#8230; ;-)</p>
<p style="text-align:justify;"><em>(Foto di Alessandro Gardini. Grazie Ale!</em> )</p>
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		<title>Suggestioni e fatica</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 15:28:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Bregani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storie]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>

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		<description><![CDATA[Oltre ai dati di scatto, alle condizioni di luce, all&#8217;orario e altre annotazioni varie, dovrei scrivermi il grado di fatica raggiunto (sopportato/superato) per ognuno dei miei vari giri dentro e fuori le cime ovvero le Dolomiti di Brenta. Arrivare al rifugio Alimonta, spettacolare posto 2600 mt messo a guardia della Vedretta degli Sfulmini, è stato [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=albertobregani.wordpress.com&amp;blog=8055081&amp;post=3588&amp;subd=albertobregani&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><a href="http://albertobregani.files.wordpress.com/2012/01/cimandron.jpg"><img class="alignleft  wp-image-3598" style="margin:5px;" title="Nuvole Vallone Brentei" src="http://albertobregani.files.wordpress.com/2012/01/cimandron.jpg?w=263&#038;h=263" alt="" width="263" height="263" /></a>Oltre ai dati di scatto, alle condizioni di luce, all&#8217;orario e altre annotazioni varie, dovrei scrivermi il grado di fatica raggiunto (sopportato/superato) per ognuno dei miei vari giri dentro e fuori le cime ovvero le Dolomiti di Brenta. Arrivare al <a href="http://www.dolomitidibrentain.it/rifugi/alimonta.htm" target="_blank">rifugio Alimonta</a>, spettacolare posto 2600 mt messo a guardia della Vedretta degli Sfulmini, è stato uno di quelli dove avrei certamente scritto 10/10 di fatica e oltre. Prezzo al pubblico delle foto 1 miliardo di euro. Beh, non l&#8217;ho scritto ma me lo ricordo benissimo :-))</p>
<p style="text-align:justify;">Non è tanto il percorso in sé, assolutamente fattibile anche da persone meno atletiche del sottoscritto, quanto il fatto di come io sia arrivato ad affrontarlo sempre per seguire questa <em>maledetta</em> luce che mi fa starare e modificare qualsiasi tabella normale di marcia. Così, per aspettare che il sole girasse alle nostre spalle e puntasse diretto a ciò che avevamo davanti a noi per  avere la giusta luce sulle Punte di Campiglio e su Gemelli, per aspettare che le nuvole salissero con le termiche pomeridiane e per arrivare all&#8217;Alimonta giusti per il tramonto, ci siamo soffermati al Rifugio Brentei fino a metà pomeriggio, all&#8217;incirca le 16.00 per poi incamminarci dentro questo vallone di pietre, circondati da pareti altissime e senza un alito di vento. Detto ciò, secondo voi, è possibile restare sulla terrazza di un rifugio sospeso tra le nuvole ( Brentei), in una calda giornata di Agosto, allietati da una leggera brezzolina in viso, dopo aver già macinato qualche buona ora di cammino con 10 kg di zaino sulle spalle (almeno) &#8230; senza mettere sotto i denti qualcosa?! Ecco, esatto: impossibile. E immaginatevi il resto :-)  Sopportando quindi un immenso sforzo psicologico, ci siamo decisi ad alzarci e a prendere coraggio per inoltrarci nel Vallone dei Brentei e incamminarci verso l&#8217;Alimonta. Pomeriggio incredibilmente bello, con le giuste nuvole che mi dicevano già che avrei raccontato qualcosa di bello; ma anche terribimente caldo man mano che camminavo.</p>
<p style="text-align:justify;">Ora, mettete insieme questi elementi: caldo senza vento, stinco con polenta trangugiato verso le 15 con 1/2 litro di teroldego, sentiero con il 20837% di pendenza senza soluzione di continuità per circa un&#8217;ora/ora e mezza tra pietre e sfasciumi&#8230; e avete messo insieme il micidiale mix di quel pomeriggio. Suggestione, emozione, bellezza, meraviglia di posti grandiosi&#8230; certo: come nascondere lo spettacolo che ci ha accompagnato fino ai 2.600mt della nostra ultima tappa di quel giorno. Ma anche una fatica che così non me la ricordavo da tempo. C&#8217;è anche da dire a mia discolpa che il mestiere di fotografo di montagna non aiuta certo a prendere il classico ritmo che attiene ad ogni buon camminatore: vai, cammina, fermati, giù lo zaino, smonta, inquadra, aspetta un po&#8217;, su lo zaino, riparti e cammina per 15 minuti, arifermati, vedi un po se c&#8217;è qualche inquadratura; no, niente, riparti e ricammini per 20 min, stop, fotografia? Si, stavolta mi pare buona, giu e apri lo zaino, carica, pellicola, filtro, cavo di scatto, esponi, aspetta no, cambiata la luce,  riesponi&#8230; Insomma un bel casino, per dirla come un poeta.  Ma alla fine &#8220;ho scavallato&#8221; e vedendo l&#8217;Alimonta mi sono rincuorato: sapevo che di lì a poco mi avrebbe accolto un piatto di canderli come pochi altri sanno fare. Inoltre sapevo di aver portato a casa qualche scatto che mi avrebbe dato molte soddisfazioni. E così è stato. Sia per i canederli che per le foto :-)) Qui una piccola porzione di quel bellissimo pomeriggio. Sono certo apprezzerete sia le suggestioni di quel grandioso anfiteatro che precede l&#8217;arrivo all&#8217;Alimonta, sia le foto scattate in quelle due orette di sofferenza, che il &#8220;pensiero&#8221; di Sandro al mio arrivo. PROSIT!!</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://albertobregani.wordpress.com/2012/01/20/suggestioni-e-fatica/"><img src="http://img.youtube.com/vi/OoIun9mVMN8/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
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		<title>Ricordo di Angelo</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 21:35:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Bregani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giancarlo Bregani]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti]]></category>

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		<description><![CDATA[Ricordo di Angelo &#8211; 1957 Tratto da &#8220;C&#8217;è sempre per ognuno una Montagna&#8221; di Giancarlo Bregani ( 1930-1987) &#8211; Premio Maria Brunaccini letteratura di montagna 1967) Premessa Forse il più toccante tra i racconti del libro di papà. Angelo era il suo doppio, l&#8217;amico con il quale si condivide e si vive l&#8217;elemento più importante [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=albertobregani.wordpress.com&amp;blog=8055081&amp;post=3539&amp;subd=albertobregani&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><strong>Ricordo di Angelo &#8211; 1957</strong><br />
<em>Tratto da &#8220;</em><em><a href="http://wp.me/sxNuF-radici" target="_blank">C&#8217;è sempre per ognuno una Montagna</a>&#8221; di <a href="http://wp.me/sxNuF-radici" target="_blank">Giancarlo Bregani </a>( 1930-1987)</em><em> &#8211; Premio Maria Brunaccini letteratura di montagna 1967)</em></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Premessa</strong><br />
<em>Forse il più toccante tra i racconti del libro di papà. Angelo era il suo doppio, l&#8217;amico con il quale si condivide e si vive l&#8217;elemento più importante di un&#8217;esistenza: l&#8217;amicizia. Un legame fortissimo e intenso rafforzato da una giovinezza passata in parete, sempre insieme, sotto il sole, nella bufera, tra i fulmini come descritto in uno dei racconti qui postati. Angelo era il compagno con il quale ha condiviso la sua passione più grande: la montagna. Quella stessa montagna che un giorno, purtroppo,  l&#8217;ha tenuto con sé.  &#8211; Era tanti tanti anni fa. Ora, sono certo, saranno di nuovo insieme, olte il blu, attaccati alla quella stessa corda che un tempo li ha visti felici. Come lo sono io nel pensarlo. &#8211; Buona lettura ( A.Bregani)<br />
</em></p>
<div id="attachment_3541" class="wp-caption alignleft" style="width: 203px"><a href="http://albertobregani.files.wordpress.com/2012/01/f2_vanelli_gra.jpg"><img class=" wp-image-3541 " title="F2_vanelli_gra" src="http://albertobregani.files.wordpress.com/2012/01/f2_vanelli_gra.jpg?w=193&#038;h=307" alt="" width="193" height="307" /></a><p class="wp-caption-text">Angelo Vanelli</p></div>
<p style="text-align:justify;"><em></em><strong>9 ottobre 1957.</strong><br />
Sul quotidiano «La Prealpina» scrivevo un articolo, principiando con queste frasi:«<em>È ormai trascorso un mese dal giorno in cui giunse la notizia che la guida alpina Angelo Vanelli non aveva fatto ritorno a Macugnaga da una ascensione al Monte Rosa. Tra le nebbie e la spaventosa bufera della Punta Dufour si era compiuto un destino per lungo tempo avverso. Angelo Vanelli è scomparso silenziosamente, lasciando dietro di sé una infinita serie di congetture, così come silenziosamente era vissuto, aprendosi la strada, con stupenda perseveranza, verso i vertici della scala gerarchica dell&#8217;alpinismo nazionale</em>».</p>
<p style="text-align:justify;">Sono passi ormai dimenticati quelli di tanti anni fa, nella tremenda settimana che andava dall&#8217;8 settembre, domenica, quando Angelo e Sergio salivano la parete Est del Monte Rosa, al venerdì 13 successivo, quando tutte le squadre di soccorso, accecate e frastornate dalla terribile bufera mai sopita, decisero di sospendere definitivamente le ricerche. Ma se sono passi dimenticati ormai per molti non lo sono certamente per  la madre di Angelo, per i genitori di Sergio Ferrario, e per me. Da anni ed anni, da quei giorni atroci, io mi domando: «come, perché?». Devo domandarmelo, tentando invano di trovare una risposta che mi aiuti anche a ricomporre nella sua integrità la mia stessa figura di alpinista. Non sono passi dimenticati per me, anche per poter parlare di Lui ai molti che, di fronte a sciagure, a lutti del genere, dopo il primo attimo di compassione generica per una giovane vita spentasi, concludono la loro breve umana pietà dicendo: «<em>in fin dei conti se l&#8217;è cercata</em>». Tra questi vanno annoverati anche molti alpinisti del «vecchio stampo», quelli del tempo eroico, rimasti ancorati all&#8217;alpenstock e «all&#8217;asciolvere» di cara pionieristica memoria.<span id="more-3539"></span></p>
<p style="text-align:justify;">Chi era, in realtà, Angelo? Chi era questo tarchiato giovanotto, dagli occhi tristi, dalla fronte sempre aggrottata, al quale il pure scomparso Andrea Oggioni dedicò un «Nevado» nelle Ande? Angelo, non importano la data ed il luogo di nascita, era un ragazzo caparbio, introverso, forse anche timido, spesso scontroso, mai diplomatico. Dentro di sé sentiva confusamente di possedere le qualità per fare qualcosa che lo elevasse al di fuori della anonima massa, non per desiderio di celebrità, ma per poter ridurre, restringere, il numero dei suoi pari. Dentro di lui ribolliva sempre il calderone del nuovo, del diverso, del particolare. Di professione, ufficialmente, magazziniere di un grosso cotonificio gallaratese. A tempo perso, e alla ricerca della famosa «via», corrispondente di strani giornali, aspirante guardia daziaria, organizzatore turistico, e così via. Tutto questo fino al tardo autunno 1952. Quando scoprì la montagna, poco meno che ventenne. Fu l&#8217;amore a prima vista. La rivelazione. Il destino.<br />
Lo conobbi a questo punto. -|</p>
<p style="text-align:justify;">(<span style="color:#ffcc00;">ATTENZIONE</span>: <span style="color:#ffcc00;">il racconto continua nel .pdf</span><a href="http://albertobregani.files.wordpress.com/2012/01/ricordo-di-angelo-1957-2.pdf" target="_blank"> a questo link</a>  &#8211; <strong>ps1.</strong> Si fa presente che l&#8217;indirizzo web indicato all inizio del .pdf non è attivo &#8211; <strong>ps2:</strong> un asterisco verso la fine del racconto ( <em>Attorno a quei corpi mai ritrovati</em>(*) riporta a una mia nota non presente in questo pdf che in breve dice che il corpo di Angelo è stato poi restituito alla luce dal ghiacciaio molti anni dopo l&#8217;uscita del libro.  Purtroppo non in condizioni decenti o tali da essere riconoscibile.  Mio padre venne chiamato da alcuni suoi amici stretti e andò a Sondrio se ben ricordo per il riconoscimento di alcuni documenti presenti nel portafogli che rimasero leggibili</p>
<br />Filed under: <a href='http://albertobregani.wordpress.com/category/giancarlo-bregani/'>Giancarlo Bregani</a>, <a href='http://albertobregani.wordpress.com/category/racconti/'>Racconti</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/albertobregani.wordpress.com/3539/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/albertobregani.wordpress.com/3539/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/albertobregani.wordpress.com/3539/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/albertobregani.wordpress.com/3539/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/albertobregani.wordpress.com/3539/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/albertobregani.wordpress.com/3539/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/albertobregani.wordpress.com/3539/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/albertobregani.wordpress.com/3539/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/albertobregani.wordpress.com/3539/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/albertobregani.wordpress.com/3539/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/albertobregani.wordpress.com/3539/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/albertobregani.wordpress.com/3539/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/albertobregani.wordpress.com/3539/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/albertobregani.wordpress.com/3539/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=albertobregani.wordpress.com&amp;blog=8055081&amp;post=3539&amp;subd=albertobregani&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Merry Xmas e&#8230; Arrivederci !</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Dec 2011 11:09:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Bregani</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Natale è arrivato e tra qualche minuto lascerò dietro le spalle la città. Le Montagne mi aspettano. Sotto l&#8217;albero spero di trovare la giusta ispirazione per portare a casa qualche buono scatto. Ve lo racconterò al mio ritorno, il prossimo anno. Prima di partire, però, desidero inviarvi i miei più sinceri e calorosi auguri di un buon Natale e di un grande inizio di 2012. Che sia un buon anno per tutti, nonostante le avversità. Ma il vento contrario non ci fa paura, ne sono certo. Vi lascio come personale regalo di Natale questo nuovo sfondo desktop in due formati <a href="http://albertobregani.files.wordpress.com/2011/12/dskt_xmas02_1900.jpg" target="_blank">1900&#215;1200</a> e <a href="http://albertobregani.files.wordpress.com/2011/12/dskt_xmas01.jpg" target="_blank">1280&#215;1024</a>. Cliccate ciascuno dei formati appena indicati e potrete scaricarlo tranquillamente. Ok, detto questo&#8230;arrivederci al 2012. E Merry Christmas! CIAO! :-))</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-3529" title="DSKT_XMAS02_1900" src="http://albertobregani.files.wordpress.com/2011/12/dskt_xmas02_1900.jpg?w=627&#038;h=391" alt="" width="627" height="391" /></p>
<br />Filed under: <a href='http://albertobregani.wordpress.com/category/senza-categoria/'>Senza Categoria</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/albertobregani.wordpress.com/3531/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/albertobregani.wordpress.com/3531/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/albertobregani.wordpress.com/3531/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/albertobregani.wordpress.com/3531/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/albertobregani.wordpress.com/3531/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/albertobregani.wordpress.com/3531/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/albertobregani.wordpress.com/3531/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/albertobregani.wordpress.com/3531/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/albertobregani.wordpress.com/3531/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/albertobregani.wordpress.com/3531/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/albertobregani.wordpress.com/3531/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/albertobregani.wordpress.com/3531/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/albertobregani.wordpress.com/3531/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/albertobregani.wordpress.com/3531/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=albertobregani.wordpress.com&amp;blog=8055081&amp;post=3531&amp;subd=albertobregani&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Special day &#8230; Special gift ;-)</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Dec 2011 23:08:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Bregani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ebbene si, anche i fotografi di montagna compiono gli anni (&#8216;nnaggia&#8230;:-).  E oggi &#8211; 14 dicembre 2011 &#8211; è &#8220;quel &#8221; giorno! Quindi, per ribaltare un po&#8217; le classiche tradizioni ho pensato di fare io un regalo a tutti voi,  che mi seguite sempre con così tanto affetto e attenzione. Adattando dunque una delle mie [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=albertobregani.wordpress.com&amp;blog=8055081&amp;post=3504&amp;subd=albertobregani&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Ebbene si, anche i fotografi di montagna compiono gli anni (<em>&#8216;nnaggia&#8230;</em>:-).  E oggi &#8211; <em>14 dicembre 2011</em> &#8211; è &#8220;quel &#8221; giorno! <em>Quindi</em>, per ribaltare un po&#8217; le classiche tradizioni ho pensato di fare io un regalo a tutti voi,  che mi seguite sempre con così tanto affetto e attenzione. Adattando dunque una delle mie foto (da voi) più apprezzate, portandola da quadrata a rettangolare, in sintesi un piccolo <em>crop</em>, ho creato lo sfondo per desktop che vedete. Spero l&#8217;idea vi piaccia e sia di buon auspicio per un vero e proprio &#8220;<em>White Xmas</em>&#8221; :-) Un caro saluto a tutti!   <em>(Per scaricare il dsxtp 1900&#215;1200 cliccare sulla foto )</em></p>
<p><a href="http://albertobregani.files.wordpress.com/2011/12/dskt_breg_winter.jpg"><img class="wp-image-3503" title="DSKT_BREG_WINTER" src="http://albertobregani.files.wordpress.com/2011/12/dskt_breg_winter.jpg?w=614&#038;h=384" alt="" width="614" height="384" /></a></p>
<h6></h6>
<br />Filed under: <a href='http://albertobregani.wordpress.com/category/foto-2/'>Foto</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/albertobregani.wordpress.com/3504/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/albertobregani.wordpress.com/3504/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/albertobregani.wordpress.com/3504/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/albertobregani.wordpress.com/3504/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/albertobregani.wordpress.com/3504/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/albertobregani.wordpress.com/3504/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/albertobregani.wordpress.com/3504/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/albertobregani.wordpress.com/3504/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/albertobregani.wordpress.com/3504/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/albertobregani.wordpress.com/3504/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/albertobregani.wordpress.com/3504/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/albertobregani.wordpress.com/3504/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/albertobregani.wordpress.com/3504/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/albertobregani.wordpress.com/3504/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=albertobregani.wordpress.com&amp;blog=8055081&amp;post=3504&amp;subd=albertobregani&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Lookin&#8217; Back &#124; 2009-2011</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Dec 2011 13:25:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Bregani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Making of]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>

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		<description><![CDATA[Domani, 7 dicembre 2011, inizierà il terzo inverno dedicato al progetto fotografico Dentro e Fuori le Cime sulle Dolomiti di Brenta. Tre inverni, quattro anni: 2009/&#8217;10/&#8217;11/2012. Incrociando le dita dovrebbe concludersi la prossima primavera e poi un lungo lavoro di scelta delle fotografie, testi, impaginazione, scansioni etc.. fino alla pubblicazione che avverà quando mi sentirò [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=albertobregani.wordpress.com&amp;blog=8055081&amp;post=3484&amp;subd=albertobregani&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Domani, 7 dicembre 2011, inizierà il terzo inverno dedicato al progetto fotografico <em>Dentro e Fuori le Cime</em> sulle Dolomiti di Brenta. Tre inverni, quattro anni: 2009/&#8217;10/&#8217;11/2012. Incrociando le dita dovrebbe concludersi la prossima primavera e poi un lungo lavoro di scelta delle fotografie, testi, impaginazione, scansioni etc.. fino alla pubblicazione che avverà quando mi sentirò pienamente soddisfatto del lavoro svolto e del risultato finale. Almeno nelle aspettative. Nessuno preme, nessuna ansia. Mi pongo Natale 2012, un anno oggi, come data.  Mancano ancora alcune cose , alcune &#8220;<em>situazioni</em>&#8221; &#8211; come le chiamano quelli fighetti -  che vedrò di portare a casa nei mesi a venire. Sempre se tutto concorrerà a darmi questa possibilità: ho infatti a che fare con delle montagne, con nuvole, neve, acqua e tanti altri elementi che magari se si piantano e fanno i capricci senza combinarsi insieme come mi piacerebbe &#8230;non è che la foto la si porta a casa sempre quando si vuole, a comando. Senza contare l&#8217;ispirazione che non è cosa che si compra  da qualche parte e non è detto che ci sia sempre&#8230; Sono però, al solito, ottimista e quindi da domani, insieme all&#8217;inseparabile amico e Guida alpina , nonche &#8220;valente&#8221; fotografo Sandro Vidi,  <em>pronti-via!</em>&#8230;  che si parte di nuovo. Le Dolomiti ci aspettano. Intanto eccovi un breve video che riassume mooolto brevemente questi tre anni splendidi camminando dentro e fuori le cime, i boschi, la neve, le cascate, le ferrate &#8230; Solo alcuni tra i mille momenti più belli e significativi. Come ho già avuto modo di dire su <a href="https://www.facebook.com/albertobregani.photographer" target="_blank">Facebook</a> è una carrellata di 4 minuti che vale questi 36 mesi &#8230; Lacrimuccia&#8230; Arrivederci al 2012 per l&#8217;ultimo rush, mi raccomando! CIAO :-)</p>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://albertobregani.wordpress.com/2011/12/06/lookin-back-2009-2011/"><img src="http://img.youtube.com/vi/IOH0GS8K6j0/2.jpg" alt="" /></a></span>
<p><em>NB Le musiche di questo video | James Taylor • Auld Lang Syne from A Christmas Album • |sono state utilizzate sotto il &#8220;Fair Use&#8221; Copyright Act 17 U.S.C. § 107.</em></p>
<br />Filed under: <a href='http://albertobregani.wordpress.com/category/making-of/'>Making of</a>, <a href='http://albertobregani.wordpress.com/category/video/'>Video</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/albertobregani.wordpress.com/3484/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/albertobregani.wordpress.com/3484/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/albertobregani.wordpress.com/3484/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/albertobregani.wordpress.com/3484/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/albertobregani.wordpress.com/3484/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/albertobregani.wordpress.com/3484/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/albertobregani.wordpress.com/3484/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/albertobregani.wordpress.com/3484/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/albertobregani.wordpress.com/3484/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/albertobregani.wordpress.com/3484/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/albertobregani.wordpress.com/3484/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/albertobregani.wordpress.com/3484/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/albertobregani.wordpress.com/3484/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/albertobregani.wordpress.com/3484/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=albertobregani.wordpress.com&amp;blog=8055081&amp;post=3484&amp;subd=albertobregani&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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